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Recensioni di The Dissent Of Man

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Un po' in ritardo sull'uscita di The Dissent Of Man, anche noi raccogliamo le principali recensioni italiane dell'album (una raccolta di quelle internazionali è presente su TheBRPage). [grazie a Teresa e Donbee]

Metallus.it regala un bell'otto all'ultimo album della band: "Ogni volta che arriva un album dei Bad Religion è come cavalcare 'la grande onda' californiana che giunse ben quattro volte tra gli anni sessanta e settanta; quella grande mareggiata emotivamente struggente, alla quale non si resiste e dalla quale ci lasciamo travolgere da trent'anni."

StayPunk.it assegna quattro stelline: "[...] la solita grande letteratura su grande punk rock, alla faccia del mito dell'ignoranza e dello scazzo."

Debaser propone lo stesso giudizio di quattro stelline in una lunga e interessante recensione: "[...] No, nessuno spazio per minestre riscaldate, i Bad Religion non si autoplagiano. Bensì rifrullano ancora una volta, con perizia tarantiniana, i loro collaudatissimi ingredienti. Gli stessi che hanno inventato gli anni Novanta della West Coast."

BeatBear ammette di non apprezzare troppo il genere: "Che dire, la ripet­i­tiv­ità della for­mula è il loro difetto e con­tem­po­ranea­mente la loro grande forza. E, soprat­tutto, da cinquan­tenni ci cre­dono ancora, nella potenza risveg­liante del rock."

SentireAscoltare non riesce ad andare oltre uno scarso 6.9: "Dei Bad Religion impressiona non tanto il fatto che siano in piedi da trent’anni. E’ la forma in cui sono giunti al fatidico appuntamento a guadagnarsi la nostra ammirazione; l’evidenza che, al quindicesimo LP in studio, Greg Graffin e Brett Gurewitz impugnino ancora saldamente il timone e che rimangano essenzialmente immutati i motivi che li hanno resi esemplari."

LoudVision non si discosta molto e arriva a un 7: "Nel sound c'è molto di The Empire Strike First; rispetto a quella pietra miliare però ritroviamo tutto più diluito e senza quel carattere di novità che ci aveva stupiti nei primi '00."

OutTune.net stronca l'album: "The dissent of man rappresenta una spiacevole battuta di arresto rispetto al crescendo a cui ci avevano abituati e forse anche viziati."